Negli ultimi anni si è assistito ad un forte aumento del fenomeno dell'immigrazione clandestina, riconducibile per lo più al differente grado di benessere tra stati industrializzati e stati sotto sviluppati.
Come sottolineano le vicende di cronaca, non c’è giorno che clandestini, disperati senza nessuna illusione e senza niente da perdere provenienti dal Marocco, dall'Algeria, dall'Iraq, dalla Somalia, o da altri paesi corrano ad imbarcarsi sopra le decrepite imbarcazioni che li porteranno non si sa dove, verso quella che credono la salvezza.
Molti di questi immigrati giungono sulle nostre coste con ogni mezzo disponibile, nascosti ovunque, sopportando enormi fatiche e molto spesso rischiando anche di morire durante il “viaggio della speranza”.
La popolazione italiana a questo riguardo si divide in due fazioni: una parte ritenendo che questo sia il motivo dell’aumento di insicurezza che purtroppo possiamo verificare tutti i giorni nelle nostre città vogliono che i clandestini siano rimandati ai loro paesi di origine; un’altra parte ritiene che comunque sono poveri , miseri e vadano trattenuti e aiutati nei centri di accoglienza.
Negli ultimi periodi, però, parecchi clandestini che sbarcano stremati sulle coste italiane hanno deciso di collaborare con polizia e carabinieri per identificare gli avidi trafficanti di esseri umani.
Addirittura, il governo tunisino ha accettato l'invito a collaborare con il nostro Paese per tentare di arginare il gravoso e copioso fenomeno dell' immigrazione illegale.
Resta il fatto che siamo ancora molto diffidenti rispetto agli stranieri e non ci ricordiamo che anche nella nostra storia è stato scritto un triste capitolo di immigrazione, come dimenticare le grandi navi o gli straripanti treni che partivano dal sud dell’Italia per andare in America o in Europa, migliaia di sventurati con le valigie di cartone pronti all'avventura, gente che accettava umili lavori pur di sopravvivere: ora la storia si ripete con l’unica variante che i poveri del mondo, almeno in larga parte, non siamo noi...ma aumentano sempre più.

