Il libro “La notte” di Elie Wiesel racconta la storia di una famiglia ebrea rovinata dalla tragedia dello olocausto.
Il protagonista della vicenda è un ragazzo di 15 anni di nome Eliezer.
Eliezer viene deportato insieme a sua sorella e ai suoi genitori nel 1944 presso il campo di concentramento di Birkenau. Qui il piccolo Eliezer perde sia la sorella che la mamma, bruciate nei forni crematori.
Il libro racconta passo per passo la deportazione di questa famiglia, il papà e il piccolo rimasti da soli, cercano per tutto il libro di non lasciarsi mai, sostenendosi a vicenda nei momenti di debolezza e di sconforto.
Insieme riescono a sopravvivere in diversi campi di sterminio, trai quali: “Auschwitz e Buna”.
Indebolito dalle scarse razioni di cibo e dalle enormi fatiche del lavoro, il papà di Eliezer si ammala, e una mattina viene preso dalle SS e bruciato nei forni crematori.
Il libro si conclude con la liberazione del campo da parte degli Americani, il piccolo Eliezer riesce a salvarsi, ma dopo quella bruttissima esperienza avrà la vita segnata per sempre.
Ho apprezzato il libro perché il tema dell’olocausto mi affascina particolarmente, pur essendo crudo e violento.
L’autore in questo libro e’ riuscito a raccontare in modo brillante e sottolineando i particolari, pur usando un linguaggio semplice e alla portata di tutti.
Suggerisco questo libro a chiunque per farsi una vaga idea della crudeltà e della violenza con cui i Tedeschi trattavano gli ebrei in quel periodo.

